Superbonus 110%, chiarimenti su sconto in fattura cessione del credito

superbonus 110 chiarimentiIl superbonus 110, dopo il disegno di legge di conversione del D.L. n. 34/2020, prende sempre più forma. Infatti, oltre ad avere un’aliquota di detrazione particolarmente interessante, consente la riqualificazione degli edifici a costo zero attraverso l’opzione dello sconto in fattura e della conseguente cessione del credito.

Con il provvedimento 283847/2020, l’Agenzia delle Entrate ha definito i passaggi per esercitare l’opzione e fornito i modelli da utilizzare per comunicare la scelta, mentre con la Circolare 24/E ha fornito una serie di esempi pratici, come quella dello “sconto parziale”.

Per poter esercitare l’opzione, è necessario acquisire l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati e l’asseverazione della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.
 
Bisogna inoltre farsi rilasciare il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus.

Superbonus, comunicazione sconto in fattura o cessione del credito

La comunicazione sull’esercizio dell’opzione, per gli interventi eseguiti sulle unità immobiliari, deve essere inviata dal soggetto che rilascia il visto di conformità.
 
La comunicazione va inviata a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo al rilascio da parte dell’Enea della ricevuta di avvenuta trasmissione dell’asseverazione. L’Enea trasmette all’Agenzia delle Entrate i dati sintetici delle asseverazioni. Sulla base dei dati ricevuti, l’Agenzia delle Entrate verifica l’esistenza dell’asseverazione indicata nella comunicazione. Entro 5 giorni dall’invio della comunicazione, l’Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta con cui comunica la presa in carico o lo scarto dell’opzione.

Superbonus 110%, lo sconto parziale

Altra interessante opportunità: lo sconto in fattura può riguardare tutto l’importo sostenuto per la realizzazione dei lavori o solo una parte. L’Agenzia delle Entrate riporta l’esempio di un contribuente che sostiene una spesa di 30.000 euro, alla quale corrisponde una detrazione pari a 33.000 euro, cioè il 110%.  Se il fornitore pratica uno sconto totale, matura un credito d’imposta pari a 33.000 euro, che può utilizzare in compensazione oppure cedere ad altri soggetti, comprese le banche. Se, a fronte di una spesa di 30.000 euro, il fornitore applica uno sconto pari a 10.000a euro, matura un credito d’imposta pari a 11.000 euro. Il contribuente può ottenere una detrazione pari a 22.000 euro, cioè il 110% dei 20.000 euro rimasti a carico, o optare per la cessione del credito.